Caso Russo: nuovi particolari sull'incidente, le indagini continuano






Viviana Rizzo - CARIATI – I dubbi sulla morte di Pinuccio Russo sono tanti e tali che la comunità cariatese non riesce a rassegnarsi. Mai come in questo caso si è appassionato ed è alla affannosa ricerca della verità. Non c’è bar, negozio, piazza dove non si parla di Pinuccio. Tutti voglio sapere come sia morto, tutti cercano di sapere notizie sulle indagini e tutti diventano investigatori per arrivare alla verità. L’angoscia, le perplessità, i dubbi rimangono e rimarranno fino a quando non ci sarà qualcuno che si farà avanti a dire quello che ha visto. Intanto abbiamo appreso che i carabinieri del luogo stanno indagando a 360 gradi senza sosta. Pare che sia stato disposto il sequestro dei tabulati telefonici arrivati al 118 tra le tre e quattro della mattina di Capodanno. Sono notizie che se confermate dimostrano come la pista dell’auto pirata può essere quella giusta. Si cercano le prove. Queste potrebbero venire solo se chi, quella maledetta mattina, ha telefonato al 118 si presenta spontaneamente e racconta quanto è successo sulla SS 106 nel centro abitato di Cariati. Ma pare ci siamo altre persone che si trovavano a passare al momento dell’incidente e che hanno tentato un inutile soccorso per lo sfortunato ragazzo. Sono voci che circolano a Cariati e che, comunque vanno tutte confermate. Intanto si aspetta che il magistrato nomini il perito perché possa esaminare il motorino su cui viaggiava il ragazzo al momento dell’incidente. Secondo alcune voci si è appreso che il motorino del ragazzo dopo l’incidente aveva la catena rotta. Un particolare che lascia aperte altre ipotesi per arrivare a costruire la dinamica dell’incidente. Ricordiamo che la mattina di Capodanno tra le 3,30 e 4,00, a circa 200 metri dal bivio che porta a Cariati centro il giovane liceale Giuseppe Russo 15 anni stava rientrando a casa dopo aver prima lavorato in un ristorante e poi aver trascorso circa un ora dalle 2,30 alle 3,30 le prime ore del nuovo anno insieme ad un suo caro amico in un locale appena fuori la marina di Cariati. Secondo alcune testimonianze, il ragazzo, per rientrare a casa, ha preso la via del porto fino ad arrivare allo stop che immette sulla SS 106. Aveva percorso si e no 150-200 metri, non certo ad una velocità alta anche per il tipo di motorino e per brutta serata di vento che soffiava quella mattina su Cariati, quando per cause ancora sconosciute il ragazzo è morto, si è detto perché caduto dalla moto. I dubbi nascono quando si conosce il primo referto medico che parla di sfondamento della scatola cranica, trauma cranico e fratture varie. L’opinione pubblica non crede che la caduta da un motorino possa procurare danni così pesanti, specie se si considera che era appena partito dallo stop e portava il casco. Le perplessità ed i dubbi aumentano quando si conosce il referto dell’esame dell’autopsia , che parla di danni importanti su tutto il corpo del ragazzo e le lesioni "per un fortissimo impatto". Ovvio che occorre aspettare l’esito dei periti incaricati che hanno a disposizione 60 giorni prima di esprimersi. Intanto i familiari del ragazzo vogliono la verità, non disperano che qualcuno si faccia avanti per raccontare quello che ha visto. Nel frattempo a nominato per la difesa oltre all’avvocato Nicola Filippelli, l’avv. Giovanni Zagarese del foro di Rossano.




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