Caso Russo: appello disperato del padre "chi conosce la verità si faccia avanti"






Viviana Rizzo - CARIATI – I carabinieri di Cariati agli ordini del maresciallo D’Antoni, a ritmo serrato, proseguono le indagini per fare piena luce sulla morte del giovane Pinuccio Russo. Al momento non è trapelato quasi niente si sa solo che le forze dell’ordine stanno seguendo alcune piste e forse hanno tra le mani qualche indizio che possa portare a conoscere quanto è successo quella maledetta sera. Secondo alcune indiscrezioni, non confermate pare che i carabinieri abbiano individuato e sentito qualcuno che verso l’ora dell’incidente passava lungo la statale 106 e , forse avrebbe visto qualche cosa. I carabinieri non parlano ma confermano che ci sono indagini in corso. Come ricordavamo ieri, la richiesta del sequestro dei tabulati telefonici ha messo in allarme certamente chi ha telefonato al 118 per avvisare dell’incidente. Se chi ha telefonato si presentasse alla Caserma dei carabinieri a raccontare quello che ha visto il giallo della morte di Pinuccio potrebbe avere una svolta importante. Intanto, la Procura della Repubblica di Rossano ha nominato l’ing. Cesare Coscarella, di Cosenza, quale perito tecnico col difficile compito di accertare se il motorino, su cui viaggiava Pinuccio al momento dell’incidente, presenta eventuali ammaccature dovute a impatto o altro segni che possano indurre il tecnico incaricato alla ricostruzione della dinamica dell’incidente. Ma intanto un’altra ipotesi si affaccia su questo intricato giallo. Si ipotizza che il ragazzo stesse riparando la catena che era difettosa e, proprio mentre era intento alla riparazione della catena possa essere stato investito. Un’ipotesi anche questa da accertare perché i periti incaricati sulle mani del ragazzo dovrebbero rilevare tracce di grasso o di olio. "Quale sia la verità ci penserà la giustizia di cui personalmente ho grande fiducia- ci ha detto, Giovanni Russo, il padre del ragazzo – comunque, ritengo che sia un fatto altamente civile parlare. Se qualcuno ha assistito all’incidente o abbia visto qualcosa si faccia avanti per raccontare come sono andate le cose, sono certo che si libererebbe la sua coscienza. Intanto aspetto di parlare con una ragazza – ha continuato Giovanni Russo – mi auguro che voglia dirmi qualcosa di interessante che riguarda l’incidente che ha provocato la morte di mio figlio. Pinuccio, ormai è morto – ha continuato – nessuno ce lo potrà restituire. Sono convinto che una caduta dalla moto non può provocare danni così gravi, come sono convinto che deve avere avuto un tremendo impatto con qualche cosa che lo ha ridotto in quelle condizioni. Capisco che nessuno ha cercato di ucciderlo ma che possa essere stata una disgrazia. Proprio per questo motivo mi auguro che se c’è un colpevole si faccia avanti". Mentre le indagini continuano, le ipotesi si accavallano, i cittadini di Cariati ormai vivono questo dramma come se appartenesse ad ognuno di loro perché emerge sempre di più la personalità di questo ragazzo che si faceva volere bene da tutti quanti lo hanno conosciuto. Era di una delicatezza e sensibilità unica. Dopo la morte del suo amico Antonio Insalata, anche lui morto per un incidente di moto, quasi tutti i giorni depositava sul luogo dell’incidente un fiore per ricordare l’amico. Questo gesto così nobile ha destato nell’opinione pubblica una grande impressione della nobiltà d’animo che aveva Pinuccio, che oltre ad amare la musica, (suonava la tromba), aveva anche la passione per le arti marziali, infatti frequentava la palestra di karatè ed anche qui si distingueva per la sua bontà e per la sua comprensione verso i compagni che lo tenevano sempre in alta considerazione. Purtroppo, a soli 15 anni, la sua vita è stata stroncata da un brutto incidente che aspetta di essere chiarito e che attualmente presenta tanti lati oscuri.






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