A PROPOSITO DI CINEMA TEATRO, IL PROF. ROCCO TALIANO GRASSO, CHIAMATO IN CAUSA DICE LA SUA VERITA’: “HA DA PASSA’ ‘A NUTTATA!” - PROVERBIO DEL GIORNO: MAI PESTARE LA CODA AL CAN CHE DORME







Cariati - Dopo aver scoperchiato la pentola del cinema teatro, abbiamo registrato una serie di comunicati stampa, che smentivano ogni nostra notizia, (a proposito ci piacerebbe sapere da quale pulpito venivano scritte le note stampa), con una serie di bugie macroscopiche e facilmente intuibili.
Siamo stati accusati, dall’assessore Perri, di voler ad ogni costo fare notizia e titoloni su una polemica che non esiste ma solo “in cerca di casi eclatanti, di non-notizie, buone solo per riempire pagine e fare titoloni avvelenatati, a danno esclusivo, non dell’immagine degli amministratori, ma di quella della comunità cariatese nel suo complesso”.
All’assessore Perri, al sindaco, all’amministrazione, alla minoranza e a quanti fanno politica e non, ricordiamo che il nostro compito, quello del Ponte-online e degli altri colleghi giornalisti, è quello di dare delle notizie che si basano su fatti concreti e non sulle bugie.
L’intervista al promoter Roberto Iacobino, ha dimostrato poi la veridicità di tante nostre inchieste, proprio sul cinema teatro.
Possiamo assicurarvi, cari lettori, che abbiamo altre “verità nascoste” che porteremo presto a vostra conoscenza sulla vicenza del cinema teatro, altro che “non-notizie”.
Oggi registriamo un’altra verità sulla vicenda del cinema teatro, quella del prof. Rocco Taliano Grasso, il quale chiamato in causa prima dal Iacobino, poi (ingenuamente) dell’amministrazione, ci ha fatto pervenire una nota stampa che pubblichiamo integralmente

Ringrazio il promoter Roberto Iacobino per la stima, affettuosamente ricambiata, e per avere posto un problema serio in chiave costruttiva per la gestione del cinema teatro di Cariati, ma anche l’amministrazione comunale per la proposta di assumerne la direzione artistica.
E’ cosa buona e giusta innanzitutto ribadire il merito storico di questa amministrazione, e di nessun’altra, per avere reso alla comunità una struttura ormai abbandonata da circa 30 anni.
Proprio nell’ottica costruttiva a cui fa riferimento il c.s. comunale in data 1/11/2010, devo ricordare che nei primi mesi del 2009 mi sono reso totalmente, ma non infinitamente, disponibile a qualsiasi incarico per la promozione culturale attraverso il teatro comunale purché, secondo stile e strategie personali, fosse pianificato su più anni e riguardasse 1)il teatro di cartellone, 2)il teatro amatoriale, scolastico e giovanile, 3)il teatro di studio e ricerca per aprire un discorso davvero innovativo nel territorio. D’altronde basta rileggere il programma della lista Amiamo Cariati in proposito, che io stesso ho elaborato circa cinque anni fa... Nell’eventualità di un mio significativo coinvolgimento, avrei accettato a titolo gratuito, come ripetutamente e pubblicamente annunciato in campagna elettorale, e già mi premuravo di formare un comitato scientifico con autorevoli personalità del mondo del teatro e dello spettacolo; avevo, inoltre, a titolo informale, avviato contatti con operatori, assessori e sindaci del territorio per la compartecipazione e la promozione tempestiva, soprattutto attraverso la campagna abbonamenti, al fine di garantire già una discreta base economica di partenza. Affinché la mia buona volontà fosse evidente e presente, ho partecipato, da marzo a maggio 2009, alle riunioni operative per rendere agibile e subito “godibile” la struttura; ho accettato volentieri, verbalmente, l’incarico di organizzare lo spettacolo di inaugurazione (poi saltato per problemi tecnici) contattando Michele Placido che offriva uno di tre spettacoli con diversi cachet di spesa. Ricordo bene e con piacere il fervore di quei giorni e l’intenzione, espressami allora spontaneamente dalla componente “socialista” dell’amministrazione, di affidarmi la direzione artistica del teatro; contemporaneamente il vicesindaco e assessore alla cultura Cataldo Perri proponeva invece un comitato artistico, formato da lui, dal sottoscritto e dal signor Pantano, presidente dei Teatri Calabresi Associati. Tuttavia, sorprendentemente, ho atteso invano per tutto il 2009 un invito ufficiale e la formalizzazione di una proposta (direttore? comitato?) che mi consentisse di mettere a frutto le mie idee, né ho inteso, per carattere e stile, sollecitare in questa direzione. Sulle mie belle intenzioni è calato immediatamente un blackout disarmante, interrotto soltanto un anno dopo, nel marzo 2010, dal sindaco Sero, che mi invitava a organizzare una rassegna di teatro scolastico e poi insistentemente, viste le mie motivate “resistenze”, ad assumere la direzione del teatro. Proprio in quei giorni nella bozza del regolamento del teatro comunale, a cui si lavorava presso l’assessorato alla cultura, già in Premessa si stabiliva la volontà di “assegnarlo in gestione alla società Cooperativa Centro Teatrale Meridionale” ribadendo “la necessità di un continuo rapporto con il CTM” per tutti gli aspetti della vita del teatro; ciò in aggiunta al pacchetto di spettacoli del CTC (concordato nel 2009 a Lamezia senza che fossi invitato nemmeno ad esprimere un parere…). Ricordo bene la rabbia sincera del sindaco sul regolamento e le sue parole(al telefono) che non avrebbe firmato una delibera del genere. Ma ormai il tempo per i miei “sogni” si era ridotto al lumicino e il feeling, che deve contrassegnare lo spirito di una vera squadra, svanito. Tutto questo solo per delineare il quadro completo, non certo per muovere questioni di liceità sulle scelte fatte, ugualmente rispettabili. L’importante ora è che il teatro apra ancora i battenti perché, a dirla col grande Eduardo, “ha da passà ‘a nuttata!”
Rocco Taliano Grasso.

x